La coerenza tra comunicazione verbale e non verbale
Nella comunicazione umana il messaggio non è trasmesso solo dalle parole. Il significato di ciò che diciamo dipende anche dal modo in cui lo diciamo e dai segnali che accompagnano il linguaggio verbale.
Quando parole, tono e comportamento sono coerenti, il messaggio risulta credibile e chiaro. Quando invece sono incoerenti, il destinatario tende a fidarsi di più dei segnali non verbali che delle parole.
Tipi di comunicazione
Nel processo comunicativo possiamo distinguere tre livelli principali.
| Tipo di comunicazione | Descrizione |
|---|---|
| Verbale | le parole utilizzate e il contenuto esplicito del messaggio |
| Paraverbale | tono della voce, ritmo, volume, pause |
| Non verbale | gesti, espressioni facciali, postura, contatto visivo |
Il linguaggio verbale è spesso definito digitale, perché utilizza simboli convenzionali (le parole).
Il linguaggio non verbale è definito analogico, perché comunica attraverso segnali fisici e comportamentali.
La regola 55-38-7
Lo psicologo Albert Mehrabian ha formulato una teoria molto citata nella comunicazione interpersonale, secondo cui il significato percepito di un messaggio dipende in larga parte da fattori non verbali.
| Componente | Peso indicativo |
|---|---|
| Linguaggio del corpo | 55% |
| Paraverbale (tono della voce) | 38% |
| Parole | 7% |
Le percentuali non vanno interpretate in modo rigido, ma indicano un principio importante: il modo in cui comunichiamo può essere più influente delle parole che utilizziamo.
Un caso storico: Nixon vs Kennedy
Un esempio celebre della forza della comunicazione non verbale è il primo dibattito presidenziale televisivo negli Stati Uniti nel 1960 tra Richard Nixon e John F. Kennedy.
| Aspetto | Nixon | Kennedy |
|---|---|---|
| Comunicazione verbale | argomentazioni solide | contenuto meno tecnico |
| Aspetto visivo | pallido, sudato, a disagio | rilassato e sicuro |
| Linguaggio del corpo | rigido | naturale e diretto |
Il risultato fu sorprendente:
-
chi ascoltò il dibattito alla radio dichiarò vincitore Nixon
-
chi lo guardò in televisione percepì Kennedy come nettamente più convincente.
L’immagine e il linguaggio del corpo di Nixon trasmettevano insicurezza, riducendo l’efficacia delle sue parole.
Il principio della coerenza
Perché la comunicazione sia efficace, deve esserci coerenza tra ciò che diciamo e il modo in cui lo esprimiamo.
| Situazione | Effetto |
|---|---|
| parole e comportamento coerenti | fiducia e chiarezza |
| parole e comportamento incoerenti | dubbio e diffidenza |
Ad esempio:
| Messaggio verbale | Segnale non verbale | Interpretazione |
|---|---|---|
| “Sono contento di vederti.” | tono freddo, postura chiusa | disinteresse |
| “Non è un problema.” | voce tesa, gesto irritato | problema reale |
Quando si verifica un conflitto tra parole e segnali non verbali, il destinatario tende a credere ai segnali non verbali.
Implicazioni per la comunicazione professionale
Nella comunicazione scritta, come le email, molti segnali non verbali non sono presenti. Questo comporta alcune conseguenze:
-
il tono delle parole diventa ancora più importante
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frasi ambigue possono essere facilmente fraintese
-
l’assenza di contesto emotivo può rendere il messaggio più freddo o aggressivo del previsto.
Per questo motivo, nella scrittura professionale è fondamentale:
-
scegliere con attenzione le parole
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mantenere un tono chiaro e rispettoso
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evitare espressioni che possano essere interpretate in modo ambiguo.
Sintesi
Una comunicazione efficace richiede coerenza tra contenuto, tono e comportamento. Quando le parole e i segnali che le accompagnano trasmettono lo stesso messaggio, la comunicazione diventa più credibile, più chiara e più efficace.